Profilo ASO: i dubbi ed i nodi in tema di formazione

novembre 7, 2017
Category: formazione

L’entrata in vigore del Decreto sul profilo dell’ASO apre la questione della formazione, certamente il punto nodale di tutto l’impianto normativo. Formazione di competenza delle Regioni e delle Province autonome che, nel rispetto di quanto disposto dalla norma, dovranno programmare i corsi di formazione e autorizzare “le aziende del servizio sanitario regionale e/o gli enti di formazione accreditati per la realizzazione degli stessi, valorizzando le precedenti esperienze istituzionali e associative già esistenti”.

Le Regioni hanno 6 mesi di tempo per recepire l’accordo.

Per diventare ASO si dovrà aver frequentato un corso di formazione autorizzato dalla Regione e specifico per Assistente di studio odontoiatrico, che dovrà avere una durata complessiva non inferiore a 700 ore suddivise in 300 di teoria ed esercitazioni e 400 di tirocinio. Il corso di formazione non potrà durare più di 12 mesi ed il tirocinio sarà svolto con la supervisione di un operatore qualificato ed esperto, i cui requisiti sono definiti dalle Regioni e Province autonome.

La frequenza del corso è obbligatoria e non possono essere ammessi all’esame finale coloro i quali abbiano superato, anche per giustificati motivi, il tetto massimo di assenze indicato dalla regione o provincia autonoma, e comunque non superiore al 10% delle ore complessive. L’esame finale, consistente in una prova teorica ed una prova pratica, il superamento dell’esame consente di ottenere l’attestato di qualifica/certificazione per Assistente di studio odontoiatrico, valido in tutto il territorio nazionale.

La qualifica di Assistente di Studio odontoiatrico è acquisibile anche tramite l’apprendistato per la qualifica e il diploma professionale ai sensi dell’art. 43 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81.

Per accedere al corso l’aspirante ASO dovrà avere assolto alla scuola dell’obbligo. Sono esentati dal conseguimento dell’attestato necessario per essere assunti come ASO, ma non ottengono l’equiparazione con la nuova figura professionale ASO, chi alla data del 6 aprile 2018 (data in cui è entrato in vigore il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri) può vantare negli ultimi 5 anni (anche in forma non continuativa) un inquadramento contrattuale di Assistente alla poltrona o similari, e possono documentare un’attività lavorativa, anche svolta e conclusasi in regime di apprendistato, di non meno di trentasei mesi.

Il datore presso il quale il lavoratore presta servizio è tenuto ad acquisire dal lavoratore stesso, la documentazione comprovante il possesso dei requisiti di cui al comma 1. In sede di prima applicazione della Legge, la documentazione deve essere acquisita entro il 6 ottobre 2018. Saranno sempre le Regioni e le Provincie autonome a indicare, validare e certificare le competenze, definendo i crediti formativi che consentono di ridurre, in tutto o in parte, la durata del corso di formazione per il conseguimento dell’attestato di qualifica/certificazione di Assistente di studio odontoiatrico, in ragione delle competenze comunque acquisite dal richiedente.

Resta salva la possibilità per le Regioni e Province autonome, nel contesto del proprio sistema di formazione, di valutare i titoli pregressi per l’acquisizione dei crediti formativi che consentono di ridurre, in tutto o in parte, la durata del corso di formazione per il conseguimento dell’attestato di qualifica/certificazione di Assistente di Studio odontoiatrico.

Le ASO che hanno conseguito l’attestato di qualifica ed i lavoratori esentati sono obbligati a frequentare degli eventi formativi di aggiornamento della durata di almeno 10 ore all’anno.

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